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La decrescita – sostiene l’autore – non è la crescita negativa. Sarebbe meglio parlare di “acrescita”, così come si parla di ateismo. D’altra parte, si tratta proprio dell’abbandono di una fede o di una religione (quella dell’economia, del progresso e dello sviluppo). Se è ormai riconosciuto che il perseguimento indefinito della crescita è incompatibile con un pianeta finito, le conseguenze (produrre meno e consumare meno) sono invece ben lungi dall’essere accettate. Ma se non vi sarà un’inversione di rotta, ci attende una catastrofe ecologica e umana. Siamo ancora in tempo per immaginare, serenamente, un sistema basato su un’altra logica: quella di una “società di decrescita”.
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[TRATTA DA GARGANTUA DEL 18 AGOSTO 2008 - QUALCHE SETTIMANA PRIMA DEL CROLLO DELLE BORSE MONDIALI]
Archiviato in : Discussioni Messo il tag: | Breve trattato sulla decrescita serena, Serge Latouche
In effetti hai ragione, sarebbe meglio usare il termine acrescita, ché risulterebbe tecnicamente più corretto, ma forse il termine decrescita attira di più l’attenzione, anche se poi può fuorviare l’interlocutore distratto che ne può fraintendere il vero senso. questo libro è VERAMENTE un autentico manuale, e chiunque fosse interessato all argomento non dovrebbe esimersi dal leggerlo; a me è piaciuto molto ed infatti ne parlo pure nel mio piccolo blog. Saluti e buon lavoro.