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Istanbul, 1591. Tra i miniaturisti e illustratori al lavoro nel Palazzo del Sultano si nasconde un feroce assassino. Per smascherarlo Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella Sekure, non ci sarà l’amore che ha sognato per dodici anni.
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Post n. 1 di Patrizia Bissattini
Purtroppo non sono riuscita ad andare oltre le 30 pagine. Qualcuno può spiegarmi qual’è il modo migliore per approcciare questo libro? La persona che me lo ha consigliato e di cui mi fido molto, lo ha trovato fantastico. Ho io qualcosa che non va?
Post n. 2 di Loredana Fiumara
Niente che non vada in te, Patrizia; ho avuto anch’io qualche difficoltà, l’ho iniziato e abbandonato più volte prima di trovare le giusta spinta e motivazione per finirlo.
E’ un bel romanzo; una storia d’amore e di misteri; tuttavia cadenzato da una eccessiva lentezza che finisce per annacquare le trovate narrative e gli slanci che pure la storia contiene.
Mi permetto di dire (forse è una bestemmia) che c’è in Pamuk una forte compromissione poetica! Uno stile e un linguaggio, sicuramente eccelsi (non per niente gli sono valsi il Nobel) che però stancano anche il lettore più navigato.
Ma se arrivi alla fine, o meglio, se riesci a superare il giro di boa, troverai che se del bello e supremo c’è in questo libro, forse è proprio in ciò che all’inizio non riuscivi a sopportare. Propio nella lentezza nella malinconia si disvela la grande prosa di Pamuk e la sua capacità di offrire all’occidente uno spaccato di una citta dalle mille seduzioni e dagli infiniti contrasti.
Post n. 3 di Roberto Giorgi
Stessa situazione di Patrizia, l’ho iniziato a fine 2006. Un po’ di pagine con grande fatica, e poi basta. Lo tengo sempre in bella vista cosi forse mi riprenderà la voglia, la curiosità non è mai andata via!
Post n. 4 di Maria Grazia Colucci
mi conforta leggere di altri con le mie stesse difficoltà!Il mio nome è Rosso è un libro che ho iniziato relativamente da poco,consigliatomi da una persona che ne era rimasta entusiasta.io,per parte mia,non ho ancora capito (ormai a pag 50) se mi piace o meno, e se sono lenta io o è lento lui (il libro).devo confessare che sono recidivia rispetto a Pamuk,perchè mi è successa la stessa cosa con Istanbul che,ad un certo punto,ho proprio abbandonato.Rosso è sicuramente più affascinante nella narrazione,ma riuscirò mai ad arrivare fino all’ultima pagina?
Post n. 5 di Marina Melis ha risposto al post di Maria Grazia
Auguri!!!Io l’ho mollato a poche pagine dalla fine…Ad un certo punto nn mene fregava più niente di chi avesse ucciso il miniaturista… Ho cercato su Internet esempi di questa arte descritta così minuziosamente ma nn ho trovato nulla, che delusione!
Ho comprato La casa del silenzio ma è ancora incellofanato…
Post n. 6 di Maria Grazia Colucci ha risposto al post di Marina
procedo,lentamente ma procedo,ormai è diventata una questione di principio tra me e Pamuk!l’unica certezza che ho è che quando e se finirò,per reazione leggerò solo i libri della serie Harmony….
Post n. 7 di Marina Melis ha risposto al post di Maria Grazia
^_^ Ti capisco…Mi permetto di consigliarti un libro di cui nn ho visto discussioni ( nn ho letto tutti gli argomenti…), Sardinia blues di Soriga, vabbè son sarda, però è veramente bello. Se soppravvivi a Pamuk puoi leggerti questo in due pomeriggi, anche se io l’ho centellinato…